AMARCORD – 1959/1960: la presidenza di Giuseppe Vanacore

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maggio 6, 2016

Nel precedente capitolo avevamo ricordato come, pur tra mille difficoltà, per la mancanza di un terreno di gioco regolare, la passione per il calcio non era mai tramontata a Vico Equense. Fu grazie a questa passione che nel 1958 un manipolo di giovani si riunirono intorno al giovane viceparroco di Bonea don Antonino Persico, riuscendo a formare una prima squadra, che partecipò al campionato giovanile del settore federale Castellammare-Sorrento. Da questa prima esperienza, non certamente esaltante per i risultati, ma molto importante per cementare il gruppo e far crescere un forte sentimento di amicizia tra quei giovanissimi degli anni cinquanta, ebbe vita nel 1959 la nuova società. L’animatore di questa bella iniziativa fu padre Giovanni Ascione, il frate francescano che per oltre mezzo secolo ha svolto la sua azione di apostolato e di educatore nel Convento di San Francesco D’Assisi. Con ”Padre Giovanni” un ristretto gruppo di amici si riuniva ogni sera, nella piccola sede del circolo ACLI, in Via Filangieri, proprio difronte alla vecchia stazione dei Carabinieri, per organizzare un’associazione sportiva, in grado di riportare il calcio a Vico Equense. Nel mese di aprile del 1959 fu dunque fondata la nuova società ”ACLI AEQUA”. Padre Giovanni n’era naturalmente l’assistente spirituale, la carica di presidente fu affidata a Giuseppe Vanacore, che era stato un forte terzino della mitica Aequa, tra il 1947 e il 1952, segretario il rag. Giovanni Carrano, dirigente e magazziniere Mariano Sorrentino, consiglieri Guglielmo Rossi e i fratelli Antonio e Vittorio Guida. In pochi mesi, lavorando seriamente, il presidente Vanacore, esponendosi anche economicamente, con i suoi collaboratori riuscì a raccogliere un bel gruppo di giovani calciatori, tanto è vero che nel mese di agosto fu possibile iscrivere, per la prima volta a Vico Equense, una squadra al Campionato Nazionale di Ia Categoria della Federazione Italiana Giuoco Calcio (1959-1960). Tutto ciò fu possibile anche grazie alla disponibilità del Comune di Sorrento, che autorizzò la nostra squadra a giocare le partite interne sul Campo Italia. La squadra era composta dai portieri Antonio Vanacore di Massaquano (Antonio ‘o Mericano) che faceva impazzire tutti per le sue imprevedibili uscite dai pali, Giuseppe De Robertis dal fisico possente e Mario Celentano, un vero ”gatto” tra i pali. Il mitico Liborio Giannico era lo stopper di ferro, roccioso e implacabile nei suoi interventi difensivi, il capitano di tante battaglie, un vero trascinatore; il terzino di fascia Angelo De Feo, veloce ed elegante nella sua corsa perfetta. Il bergamasco Franco Dagostini, certamente il più forte giocatore che la squadra abbia avuto in quegli anni, era un mediano molto classico e tecnicamente perfetto. Il difensore Raffaele De Gennaro riusciva  a ricoprire tutti i ruoli della difesa, con grande generosità, così come Giuseppe Maffucci giocava in difesa, ma correva per tutto il campo, sempre alla ricerca della palla da giocare e dell’azione da sostenere. A centrocampo, ad arginare le azioni degli avversari giostravano Elio Parlato, un ragazzo romano, che si trovava a Vico Equense per motivi di studio, una vera diga con Giuseppe Coppola, una mezzala molto classica di Moiano (Geppino ‘o parrucchiere), e Ciro De Gennaro ”il mister”, un centrocampista di enormi qualità che ha poi avuto una bella e lunga carriera prima da calciatore e poi da allenatore, settore nel quale ancora oggi è impegnato ad insegnare alle giovani generazioni l’amore per il calcio e i fondamentali di questo sport. Sulle ali operavano a destra sia Luigi Palomba di Sorrento che Raffaele Nardo, in possesso di una buona tecnica di base, che mettevano sempre a disposizione della squadra, mentre sulla sinistra giocava Luigi Buonocore di Meta di Sorrento, molto bravo a saltare l’avversario. Il numero dieci era Paolo Vollaro di Castellammare di Stabia, un bel giocatore, con un fisico possente e un tiro micidiale; col numero 9 giocavano sia Giovanni Fiorentino di Sorrento che Giuseppe Scaramellino e Augusto Mario. Con la presidenza di Giuseppe Vanacore tanti giovani calciatori a Vico Equense ebbero la possibilità di crescere e maturare, non solo calcisticamente.

Tratto dal libro La Storia del Calcio a Vico Equense 

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